Euterpe, la musa del canto, qualche giorno fa mi ha portato la notizia di un concerto dei Getemout all’auditorium Sant’Anna di Verbania.

musaLa mia personalissima Musa, splendido murales all’auditorium Sant’Anna

Ecco, non potevo mancare a questo giro.

I Getemout sono una cover band, guardacaso la cover band del gruppo che piu’ adoro, i Genesis.

cartello

Venerdi sera a Verbania non sapevo come avrebbero suonato, il confronto era severo e i brani….dei brani leggendari, quelli del periodo con Peter Gabriel.

E’ stato un vero spettacolo, e con questa meraviglia ho aperto un weekend pieno di meraviglie.

locandina

Carmen e Adry hanno accettato l’invito e si sono uniti ad un esaltatissimo Dario.

Eravamo li presto, e la band si e’ fatta un po’ aspettare, come giustamente ci si aspetta da una band.

E’ quel ritardo che fa quasi piacere, quando poi non sta piu’ nella pelle, soprattutto quando davanti a te c’e’ tutta quella marea di strumentazione…”Ma….quelle sono TRE CHITARRE A DODICI CORDE???!!!”.

strumenti

E mentre aspettiamo euforici (io di piu’, molto di piu’) l’inizio del concerto, immagino quali pezzi faranno ed oso sperare che facciano il brano dei brani, la canzone delle canzoni.

Finalmente il concerto inizia…sound incredibilmente fedele, lo si capisce subito dalla prima “Watcher of the skies”, con la quale appreziamo subito un perfetto bilanciamento degli strumenti.

I Getemout partono alla grande, e canzone dopo canzone mi emozionano, lo ammetto, mi emozionano, e quando finalmente partono le tre chitarre di Supper’s Ready, gli occhi si inumidiscono….sono fuori di me.

CAZZO, QUESTA E’ SUPPER’S READY!

Dopo la pausa, ecco la canzone che piu’ di tutte mi stupisce sentire, “The battle of Epping Forest”, il pezzo che ritengo il piu’ strano dei genesis, eseguito dai Getemout con incredibile fedelta’. Apprezzo parecchio, tra i vari virtuosismi e volteggi musicali, le prodezze del batterista, sopratutto ora che ho iniziato a prendere lezioni di batteria.

Ha tutto molto senso, nel piccolo auditorium Sant’Anna.

getemout

Il concerto prosegue e sulle note di “I know what I like”, il cantante presenta il gruppo.

Ma non e’ finita, votazione finale sul pezzo BIS, inutile dire che “The musical box” la vince, a stragrande maggioranza, e i Getemout ci regalano quest’altra perla, ma non prima di averci introdotto alla canzone attraverso la storia che Gabriel si e’ inventato per questo brano.

A fine concerto scendo a fare i complimenti, sono entusiasta e chiacchero con i musicisti, scoprendo che il tastierista suona da soli 5 anni il piano…e tra parentesi ha suonato da paura “Firth of Fifth”, un brano di riferimento in un buon repertorio pianistico.

Il chitarrista utilizza la stessa identica serie di pedali di Hacket, dopo una ricerca quasi maniaca di alcuni pedali piu’ introvabili che rari.

Facciamo i complimenti anche al ragazzo che si e’ occupato del suond, e che durante tutto il concerto aggiustava e ritoccava saggiamente i livelli sonori.

Quello che mi ha stupito, e ha stupito anche Carmen mentre glielo spiegavo, e’ che sentendo i Getemout, e ascoltando dal vivo i pezzi che conosco alla perfezione ma che ho sempre ascoltato a casa, ho apprezzato ancora di piu’ la ricchezza sonora ed armonica dei Genesis, ho capito meglio cosa sta diedro a quell’universo di suoni che per me e’ il massimo punto raggiunto dalla musica dell’uomo.

Ecco la track list (non in ordine di esecuzione) che ho tirato giu’ a sforzi di memoria il giorno dopo.

track_list